Arrivano i biscotti a forma di dito da immergere nella Nutella


Li avete sempre sognati e ora, finalmente, sono realtà. Certo non sarà così poetico e perversamente goloso come leccarsi le dita dopo averle immerse nella soffice crema di Nutella, ma in compenso è più igienico e pratico. Eccoli, sono i biscotti a forma di dito da immergere nella Nutella. Chi da bambino e poi da ragazzo (e poi da adulto ecc. ecc.) non ha commesso questo dolce peccato di gola?

Chi non ha provato il brivido di adrenalina dato dalla sfida di aprire il barattolo, immergere le dita, leccarsele ben bene e richiudere e riporre il tutto senza che la mamma (e poi la moglie/marito) lo scoprisse? Da oggi l’operazione si arricchirà di croccantezza. Invece di leccarle, le dita potremmo direttamente sgranocchiarle. (Continua dopo la foto)







Il Finger Biscuit è, ovviamente, tutto made in Italy e nasce dalla “perversa” fantasia del designer toscano Paolo Ulian (un genio che vorremmo candidare al Nobel!) che ha pensato bene di realizzare una serie di biscotti dalla pratica forma di ditale, con cui coprire la punta del proprio indice prima di immergerla nella Nutella. “Mi scrivono tutti i giorni, da tutto il mondo, come Canada e Australia, chiedendomi dove si può trovare” racconta Ulian all’AdnKronos, auspicando anche lui che il finger biscuit venga presto reso disponibile: “Penso che la gente lo acquisterebbe in grande quantità”. “Ho visto che in molti hanno ripreso a parlarne e non so perché” dice all’Adnkronos. (Continua dopo la foto)




In realtà un motivo c’è: il geniale biscotto, infatti, non è stato ancora messo in produzione dalla Ferrero che ne ha acquistato il progetto e sono in molti a sperare di trovarlo presto in commercio. Creato nel 2004, in occasione della mostra “Papillan” a Bolzano sull’ esplorazione di nuovi concetti di biscotto, solo adesso l’idea originale è uscita allo scoperto. Ora non resta che aspettare che qualcuno lanci nel commercio il finger biscuit che, di sicuro, diventerà in breve tempo un must per i nutelladipendenti. (Continua dopo la foto)


Paolo Ulian ha collaborato con Droog Design e con alcune aziende italiane come Driade, Fontana Arte, Danese, Zani e Zani, Coop, Azzurra Ceramiche, Skitsch, Officinanove, Up Group, Bufalini Marmi, Basile Arteco Edizioni, Carrara Design factory, Robot City, Zava Illuminazione, Alfa Marmi, Roche Bobois. Alcuni suoi progetti sono entrati nella collezione permanente del London Design Museum e del Montreal Museum of Fine Art.

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