Casa di riposo lager: anziane torturate e stuprate dal titolare


Emergono nuovi inquietanti particolari dalla casa di riposo lager di San Benedetto Val di Sambro, nella città metropolitana di Bologna, in Emilia-Romagna. La struttura era finita al centro dello scandalo nel febbraio 2019. Nel corso delle indagini gli inquirenti hanno infatti contestato al titolare de “Il fornello” un secondo stupro ai danni di una 91enne. La struttura era stata sequestrata al termine di un blitz dei militari della compagnia di Vergato, che indagavano da qualche mese anche con l’utilizzo di telecamere nascoste che hanno ripreso “immagini strazianti”.

Gli anziani venivano percossi, lasciati al freddo e con cibo insufficiente, derisi e umiliati. Il titolare, un 52enne bolognese, era finito in carcere, con l’accusa di violenza sessuale per avere abusato in due occasioni di una ospite, ma adesso sembra che ci sia stata un’altra vittima di stupro, una 91enne. Gli altri tre provvedimenti, agli arresti domiciliari, avevano raggiunto la moglie 53enne dell’uomo e due operatrici sanitarie. (Continua a leggere dopo la foto)







Tutti gli ospiti della struttura erano stati ricollocati dall’Azienda sanitaria, d’intesa con il Comune. “Una continuità sistematica di violenze fisiche e psicologiche, consistenti in umiliazioni, mortificazioni, ingiurie e abusi emotivi”, si leggeva nell’ordinanza con cui il Gip di Bologna Alberto Ziroldi aveva disposto le quattro misure cautelari. Oltre ai filmati che documentavano percosse e abusi sessuali, agli atti dell’indagine erano arrivate diverse intercettazioni ambientali. (Continua a leggere dopo la foto)




“Vedrai che dopo ti passa, tra un po’ parti”, diceva ridendo una delle operatrici a un’anziana degente, con un’infelice battuta sul tempo che le restava da vivere. Altre intercettazioni riportavano brutali insulti e minacce agli ospiti, oltre a rumori di schiaffi e pianti disperati degli anziani. Anche gli abusi sessuali commessi dal titolare 52enne della struttura su una anziana non autosufficiente sono documentati in almeno due occasioni. Nelle intercettazioni si sentono i pianti della donna e la voce dell’uomo che, al termine, le dice: “Quando vuoi lo torniamo a fare”.

E, come detto, ora ci sarebbe un’altra vittima del 52enne, anche lei violentata e maltrattata. Non fa ormai neanche quasi più notizia: che sia un asilo, una scuola o un ospizio come in questo caso, le violenze, gli abusi e le botte ai più deboli e indifesi stanno divenendo un fattore “abituale” della nostra cronaca, il che però non rende ovviamente meno grave l’emergenza sociale strisciante ma presente. (Continua a leggere dopo la foto)


 

Il 24 giugno una casa di riposo è stata chiusa a Ravenna. Sono state arrestate tre persone: il gestore della struttura, un 63enne ravennate che si trova ora in carcere a Ravenna, una badante 46enne romena e una seconda badante 47enne romena della casa famiglia, già arrestata a seguito delle indagini, gravemente indiziate di maltrattamenti nei confronti degli anziani ospiti della struttura. La casa famiglia è stata chiusa in via amministrativa e gli ospiti sono già stati ricollocati in altre strutture.

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