Mamma ‘leonessa’ accoltella i 3 stupratori della figlia. Uno muore, gli altri 2 finiscono in carcere


Ci sono eventi che portano a reazioni che, come si suol dire, sfuggono di mano. Violente, spesso giustificate con il solito “volevo vedere voi al suo posto”. Ma che rimangono fuori da quanto consentito dalla legge. Forse comprensibili nell’impeto, nella necessità urgente di salvare l’incolumità di un proprio caro, a maggior ragione se ha come vittime dei bambini indifesi o donne, come in questo caso.

Succede che una donna sudafricana ha pugnalato un uomo a morte e ferito gravemente altri due dopo averli scoperti a violentare sua figlia. Dopo questa mamma è stata sentita da polizia e magistratura perché la legge ovunque dispone che sia così. Ma, colpo di scena, non dovrà affrontare le accuse di omicidio dopo una grande mobilitazione popolare in suo sostegno. La donna, per il suo gesto, è stata soprannominata “Lion Mama” (mamma leonessa) dai media sudafricani. (continua dopo la foto)



La mamma coraggio ha raccontato di aver pugnalato i tre uomini in una casa non abitata nel villaggio di Qumbu, nell’Eastern Cape, dopo averli visti violentare sua figlia. Era intenta a preparare la cena in casa sua quando all’improvviso un amico di famiglia l’ha avvertita che la ragazza era stata presa con la forza da tre uomini e portata in un edificio abbandonato. La 57enne ha cercato di chiamare subito la polizia locale ma non ha ricevuto risposta, così ha preso un coltello da cucina e si è recata di corsa nel luogo dove era stata portata sua figlia. Ha dovuto correre per più di due chilometri. Pensate alla forza di questa donna! (continua dopo la foto)






Raggiunto il luogo, si è ritrovata davanti sua figlia. I tre uomini erano seminudi e stavano abusando della ragazza, la donna si è lanciata immediatamente contro di loro e ha colpito con il coltello il primo che si è trovata davanti. L’uomo è morto, mentre gli altri due sono stati feriti gravemente dopo essere stati colpiti anch’essi dalla mamma leonessa, il cui nome non è stato rivelato per proteggere l’identità di sua figlia.

Dopo aver attaccato i presunti violentatori, ha confortato sua figlia fino all’arrivo della polizia, ma è stata arrestata e accusata di omicidio e di tentato omicidio. Il giorno dopo, però, la giustizia ha annunciato il ritoro di tutte le accuse. I pubblici ministeri non hanno fornito alcuna spiegazione ufficiale del motivo per cui le accuse sono state ritirate, ma il portavoce della procura ha dichiarato al News Africa del Sud 24 che non hanno visto una reale possibilità di condanna. (continua dopo la foto)

 

Il caso di “Lion Mama” ha suscitato un’ondata di sostegno sui social media con le persone in tutto il paese che si sono mobilitate per aiutarla. Una donna a Città del Capo, Natalie Kendrick, ha creato una pagina di crowdfunding che ha raccolto il corrispondente di settemila euro per aiutarla con le spese legali. Rivolgendosi a una folla enorme che si era radunata fuori dal tribunale dei magistrati di Lady Frere per l’udienza, dove le accuse sono state formalmente ritirate, la donna ha ringraziato i suoi sostenitori.

“Mi sentivo come un vecchio babbuino che non ha amici, ma oggi mi avete dimostrato sostegno. Non sono sola. Grazie. Sono felice che le accuse contro di me siano state ritirate, pensavo di andare in prigione, ma Dio era dalla mia parte”, ha detto ringraziando tutti.

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