È Italiano e del Sud il cardiochirurgo migliore al Mondo. Un’eccellenza assoluta

Gli Stati Uniti lo hanno giudicato  «il migliore radialista dell’anno», grazie a un intervento di angioplastica coronarica con accesso radiale (effettuato cioè transitando dall’arteria del polso e non da quella femorale) su una paziente di 52 anni ha sbaragliato i colleghi di tutto il pianeta, portando a Palermo l’ambito riconoscimento.

Una tecnica rigorosamente appresa anni prima all’ospedale Cisanello di Pisa mentre seguiva i corsi per la specializzazione. Tecnica approfondita ad Amsterdam presso il centro d’eccellenza del professor Ferdinand Kiemeneij (il primo cardiologo al mondo a eseguirla): si tratta di una tecnica molto difficoltosa per i medici, viste le ridotte dimensioni e il piccolo calibro dell’arteria radiale (Continua dopo la foto)


Si chiama Giuseppe Migliore, nato a Caltanissetta 44 anni fa, in forza agli “Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello” di Palermo è arrivato a rappresentare l’eccellenza della cardiochirurgia mondiale. Una commissione formata da chirurghi provenienti da tutto il pianeta ha attribuito a Giuseppe Migliore questo prestigioso riconoscimento. (Continua dopo la foto)

“Vorrei passasse il messaggio – dice migliore – che le eccellenze ci sono anche qui è che i viaggi della speranza non servono più”.

Ma se da un lato Migliore si mostra ottimista, dall’altro non può fare a meno di ammettere che sì, un pensiero ad andar via dalla sua terra l’ha pure fatto, e non solo una volta:”Certo, ogni tanto viene la tentazione di scappare via. E devo ammettere che per fortuna avevo un biglietto andata e ritorno da Chicago, se no…” (Continua dopo la foto)

“Ma parlando seriamente – conclude Giuseppe – mia moglie si sta specializzando in radiologia e abbiamo un bambino piccolo, Federico, cui assicurare un futuro. Spesso ci ritroviamo a pensare che altrove riusciremmo a lavorare e a vivere meglio. Ma poi restiamo qui, e andiamo avanti con il sorriso. Come diceva Paolo Borsellino? Un giorno questa terra sarà bellissima. Ecco, io ci credo”.

Pubblicato il alle ore 19:44 Ultima modifica il alle ore 21:09