“Perché mamma?”. Abbandonato da bambino, la storia di Antonio commuove Maria

Maria De Filippi ancora protagonista del sabato sera italiano con C’è posta per te. Queen Mary, come la chiamano i suoi fan, stavolta ha commosso davvero tutti con una storia di ricongiungimento e amore ritrovato. A scriverle è stato Antonioche, dopo anni e anni, ha voluto incontrare la madre biologica. Lui è cresciuto con una famiglia che lo riempito di attenzioni e non gli ha fatto mancare niente ma, fin da ragazzino, ha sempre avuto la voglia di incontrare la vera madre. Questo desiderio è stato sempre molto forte, tanto che per diverso tempo ha desiderato di essere chiamato lui a sorpresa a C’è posta per te alla signora che lo aveva dato alla luce. Una storia commovente che, fortunatamente, si è conclusa con un bellissimo lieto fine.

Spinto dai figli, che lo hanno accompagnato a C’è posta per te, Antonio ha subito chiesto alla madre di poterla riabbracciare. La signora Maria Rosaria, però, dopo aver riconosciuto il figlio ha iniziato subito a giustificarsi. (Continua dopo la foto)


L’obiettivo della mamma di Antonio? Spiegare perché non si è più fatta viva e ha lasciato che il figlio fosse cresciuto da altri. I fatti menzionati, però, era tutti inerenti la sfera privata e personale della signora. Maria De Filippi allora, cercando di tutelare la signora e tutte le persone coinvolte, ha subito bloccato Maria Rosaria (e la cosa è stata molto apprezzata dal pubblico da casa). Una storia che ha suscitato dibattito anche a casa. (Continua dopo la foto)

“Una storia complessa e meravigliosa – scrive un’utente sulla pagina sociale di C’è posta per te – una storia simile alla mia. Io a differenza sua non ho voluto conoscere i miei genitori perché sono stata adottata dalla Romania da due meravigliosi genitori siciliani. L vita purtroppo non sempre è facile come vorremmo. La mia vita era molto complessa venuta da genitori ubriachi e per amore e serenità dei miei figli non ho voluto andare via”. (Continua dopo la foto)

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Poi ancora: “Certamente loro mi hanno concepito e sono i miei genitori nonostante non hanno saputo portare a termine il proprio dovere. Ma io non porto cattiveria e odio li ringrazio per avermi dato la vita portandomi in collegio dove ho ritrovato poi dopi lunghi anni una vera e meravigliosa famiglia la mia vita il mio tutto. Bisogna saper perdonare e accettare certe difficoltà della vita magari anche loro avranno avuto i loro motivi”

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