Invasione di cimici cinesi, è allarme in gran parte d’Italia

Ha un nome più arzigogolato di un codice fiscale. Roba che per pronunciarlo correttamente occorrerebbero almeno sei ore di lezione settimanale di dizione. Si chiama halyomorpha halyssi e no, non è un nuovo ceppo virale pronto a invadere l’Italia. Si tratta di un piccolo insetto che ha già raggiunto le nostre coste e che non ha nessuna intenzione di lasciarle. Il motivo è semplice, la stessa Unione Europea l’ha dichiarata ineradicabile. La halyomorpha halyssi, conosciuta anche con il nome di cimice marmorata asiatica non conosce infatti antagonisti naturali.

Non è pericolosa per la salute dell’uomo ma causa ingenti danni all’agricoltura, in particolare alle colture frutticole, orticole e, spostandosi in sciami, provoca disagi alla popolazione.Ormai la sua diffusione è inarrestabile in gran parte d’Italia. Non si tratta di una novità del 2018: questo insetto parassita è già arrivato nello stivale da qualche anno, specialmente al Nord. Quest’anno anche i cittadini di alcune zone del Sud stanno facendo i conti con l’invasione. (Continua dopo la foto)


Una situazione che ricorda, per altri versi, quella che hanno dovuto affrontare i Monti Cimini, nel Lazio, con il Cinipide, n insetto fitofago dell’ordine degli imenotteri detto galligeno che induce la comparsa di ingrossamenti tondeggianti detti galle su germogli e foglie delle piante colpite nei quali la sua larva compie il ciclo vitale. Particolarmente dannoso per il Castagno e specie affini per cui ne viene considerato l’insetto più nocivo a livello mondiale a causa del veloce deperimento delle piante che attacca. Il cinipide attaccando i germogli delle piante ospiti causando la formazione di galle, arrestandone la crescita vegetativa e provocando una riduzione della fruttificazione. Il risultato è stato un crollo della produzione di circa l’80% negli ultimi 10 anni. (Continua dopo le foto)

Contro la cimice asiatica, come detto, non esiste un rimedio naturale. Sono stati sviluppati appositi feromoni artificiali che possono essere utilizzati come esca per trappole. Poiché gli insetti introducono l’apparato boccale in profondità sotto la superficie dei frutti per nutrirsi, alcuni insetticidi sono inefficaci; inoltre, questi insetti sono altamente mobili, e una nuova popolazione può reinsediarsi rapidamente dopo che la popolazione residente è stata eliminata.

Nel caso di infestazione della soia, si è visto che spruzzare solo il perimetro di un campo può essere efficace. A partire dal 2012, le popolazioni dei predatori autoctoni come le vespe e gli uccelli insettivori hanno mostrato segni di aumento numerico essendosi adattate alla nuova fonte di cibo. (Continua dopo le foto)

L’ultimo caso in ordine cronologico riguarda Napoli, nello specifico la zona di Capodimonte, famosa per il Museo e il Bosco. È proprio a ridosso del ‘polmone verde’ della città partenopea che moltissimi residenti stanno denunciando la presenza massiccia di questo insetto fastidioso. C’è chi dice che è ‘diventato impossibile stendere il bucato’ e chi addirittura che ‘non si può uscire di casa’.

Pubblicato il alle ore 20:15