Orgasmo femminile, quello che le donne sanno e gli uomini no…


 

In quale situazione una donna raggiunge più facilmente il piacere? La questione potrebbe interessare soprattutto gli uomini, solitamente preoccupati della soddisfazione sessuale della partner. Ebbene, uno studio statunitense ha confermato quello che l’esperienza ha sempre insegnato alle rappresentanti del sesso femminile: è più facile godere quando si conosce meglio il partner. E cioè: andare a letto con il primo che capita normalmente non regala indimenticabili momenti di piacere, soprattutto per il fatto che gli amanti occasionali maschi cercano normalmente la propria soddisfazione. (continua dopo la foto)








Gli orgasmi femminili diventano invece più frequenti man mano che la relazione continua e dunque si approfondisce la conoscenza reciproca. Con la conseguenza che l’uomo deve metterci del suo. Sempre. Ma si tratta di capire come, di superare luoghi comuni, chiacchiere tra amici. Di andare a fondo a quello che per la donna può essere un problema. E anche per l’uomo… (continua dopo la foto)








I dati parlano chiaro: soltanto l’11% delle donne prova piacere durante il primo rapporto intimo con un uomo appena incontrato, il 16% al secondo o terzo appuntamento, il 34% dopo cinque o sei serate passate insieme, il 67% dopo sei mesi. Le donne single e non intenzionate a formare una famiglia devono dunque rassegnarsi a una vita sessuale povera di orgasmi? No. È anche l’uomo a doverci mettere del suo. Ecco lo scopo di una guida schematica e utile. Un viaggio, per entrambi, nel piacere femminile. Pronti? (continua dopo la foto)

 

Del piacere maschile si sa quasi tutto, è facile, è pura “meccanica” anche se la mente ci mette del suo. Ma quello femminile è sempre stato una sorta di tabù, parlarne non è sempre stato considerato cosa opportuna. Sbagliando. Cominciamo dal significato del termine: deriva dal greco “orga” e significa bruciare d’ardore. Appunto. Ci vogliamo riuscire? Il “meccanismo” si scatena all’improvviso, dopo una fase di sensazione crescente, e dura alcuni secondi. Si tratta dell’appagamento più intenso che possa provare un essere umano.

1. Secondo recenti studi, il piacere della donna è in media tre volte superiore d’intensità a quello dell’uomo, sia per durata, sia per forza emozionale. Dunque, perché non fare in modo che ci sia, ogni volta? Perché non fare tutto il possibile per farglielo vivere? Del resto, se c’è la giusta intimità il piacere di uno dei partner non è “autonomo”, si trasmette all’altro. Appaga entrambi, con ricadute benefiche nella vita di coppia. Che non sarà la stessa di prima… (continua dopo la foto)

2. Esistono due diversi tipi di “culmine di piacere”. Quello vaginale, ovvero quello che deriva direttamente dall’organo principale riproduttivo femminile, e quello clitorideo, che avviene con la stimolazione dall’organo che si trova sulla parte anteriore superiore della vulva. Dunque, cerca di capire lei “da che parte sta”. Anche parlandone. Il piacere è anche nella comunicazione all’interno della coppia. Abbandonate, entrambi, quei non detti, quei dannosi sottintesi.

3. L’uomo è unico, la donna no. Il “picco massimo” del piacere della donna può essere multiplo, beata lei. A differenza degli uomini, che hanno bisogno di un periodo più o meno lungo per riprendersi, la donna può venire più volte durante un rapporto. E allora perché non farle vivere questa meravigliosa “staffetta”? È tutto nelle tue mani e nei tuoi tempi. La fretta è una brutta bestia, soprattutto in questi casi. Intimità è anche sinonimo di relax. Studia i tuoi tempi, rendili compatibili ai suoi e soprattutto se capisci che la sua partner può farcela più volte, aiutala. E poi, vuoi mettere? Anche per quelli che hanno l’abitudine di vantarsi con gli amici…  (continua dopo la foto)

4. L’orgasmo è l’effetto di un processo di contrazioni involontarie chiamate perivaginali, che avvengono, per effetto di alcune fasce muscolari, nella cosiddetta zona del terzo esterno (che si trova nell’organo riproduttivo). In coincidenza con il piacere, sono coinvolte altre parti del corpo: aumento della respirazione e dei battiti cardiaci e spasmo involontario dei piedi. Dunque, dentro di lei avviene un “gioco di squadra”, ma ricordati che sei tu a dover combinare i “fattori”, sei tu il suo “allenatore”.

5. L’uomo fa la sua parte, ma spesso partendo da convinzioni errate. Perché l’ “inserimento” da solo non è sempre sufficiente. Alcune donne hanno bisogno anche della stimolazione del clitoride, che durante i momenti caldi si gonfia a causa della circolazione sanguigna. Allora è necessario, per l’uomo, scoprire l’anatomia della partner e capirne le dinamiche. Darle letteralmente una mano. Del resto, il sesso è una danza che coinvolge tutte le parti del corpo.

6. L’uomo è “fast”, troppo in alcuni casi. Ma l’iter del piacere nella donna è più lento. In media a lei servono una ventina di minuti per raggiungere il top. Sii paziente, controlla i tuoi tempi, sincronizzali con i suoi. Arrivare subito al dunque è sempre stato il grosso limite dell’uomo e il principale elemento di sconforto della donna. Se occorre concedi una pausa al tuo organo e concentrati sul suo, anche usando mani e bocca.

7. Andare oltre l’ordinario serve. La sollecitazione tantrica aumenta il piacere.  Questa pratica è finalizzata alla scoperta dell’intimità attraverso il gioco, all’imparare ad abbandonarsi alle carezze senza l’ansia di arrivare al culmine.

8. Sì, ma come? Non tutte le posizioni sono uguali, e questo sta finalmente entrando nella testa di tutti. La posizione con la donna sopra permette più facilmente a lei di raggiungere il piacere. In questo modo, infatti, è possibile controllate i movimenti e la profondità della penetrazione. Fa che sia lei a “dirigere il traffico”: quanto, come e anche dove.

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