“È morta, l’hanno trovata in casa così”. Lutto nel cinema: il successo, poi le ombre


 

Era una donna splendida e una attrice fenomenale. Con le se ne va tutto un genere che nel corso degli anni ci ha fatto appassionare, creando un personaggio senza tempo, ancor seguitissimo dai più giovani. Margot Kidder, l’attrice che ha interpretato la parte di Lois Lane in quattro film di Superman con Christopher Reeve, è morta in Montana. Lo riporta TMZ. La Kidder, che aveva 69 anni, aveva continuato a recitare in piccoli ruoli in tv e in teatro fino a quest’anno, quando era salita su un palcoscenico di Broadway con un ruolo in “Monologhi della Vagina”. Per anni aveva sofferto di disturbi psichiatrici e per un breve periodo era stata senzatetto. Nata nell’estremo nord del Canada, la Kidder aveva cominciato la sua carriera in film e programmi televisivi canadesi a basso costo prima di ottenere un ruolo importante in “Quackser Fortune Has a Cousin in the Bronx” accanto a Gene Wilder. Era successivamente apparsa nel “Grande Waldo Pepper” con Robert Redford e nel 1979 in “Amityville Horror”. Ma il ruolo per cui Margot divenne famosa fu quello nell’originario “Superman” del 1978 accanto, per l’appunto, a Reeve. (Continua dopo la foto)








“Con Chris c’era un feeling autentico. Venivamo da famiglia simili e lui assomigliava a uno dei miei due fratelli”, aveva confidato Margot nel 2016 a un sito americano di entertainment: “Fatto sta che l’energia del nostro rapporto era quello di un fratello e di una sorella che si danno sulla voce, ma al cinema sembrava uno scambio romantico. Nessuno si si è mai accorto della differenza”. Nel 1996 la crisi: un esaurimento nervoso molto pubblicizzato. Margot, che soffriva di disordine bipolare, era finita per un breve periodo senzatetto, sepolta sotto il peso di tre divorzi e una montagna di conti medici da pagare. Le sue disavventure avevano commosso l’America e alla fine Margot si era rimessa in piedi. Aveva continuato a recitare in piccoli ruoli in tv e a teatro. (Continua dopo le foto)








 


Nel 2002 aveva avuto una parte nei “Monologhi della Vagina” a Broadway. Nel 2005, diventata cittadina americana, si era impegnata in politica contro la guerra in Iraq. Nel 2011, davanti alla Casa Bianca, era stata arrestata durante una protesta contro la costruzione di un gasdotto dallo stato canadese dell’Alberta al Texas. Nel 2015 l’ultimo onore: un Emmy per il programma per bambini “R.L. Stine’s The Haunting Hour”. Una delle immagini più rappresentative dell’attrice è proprio quella, intenta a farsi sentire e mentre viene scortata via dalla manifestazione. Il mondo perde una rande donna ma soprattutto una mitica attrice. Addio.

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