Le sedie vuote il giorno di Natale ci raccontano di chi non c’è più

C’è una festa più bella e familiare del Natale? No, non c’è anche se spesso presi dall’atmosfera di festa e dai preparativi ci dimentichiamo la sua vera essenza. La corsa all’ultimo regalo, la frenesia degli inviti e degli auguri, il menu da mettere a punto per il cenone della Vigilia e per il pranzo del giorno successivo. Ecco, a proposito delle riunioni in occasione delle feste, c’è un triste aspetto a cui nessuna famiglia può purtroppo sottrarsi: la vista di seggiole vuote intorno al tavolo, ovvero le assenze.

Vuoti che nessun bene materiale può colmare perché qui parliamo di persone che non ci sono più. Persone scomparse, certo, ma non solo, anche se è il caso più frequente. Anche persone che sono lontane, magari per lavoro, o in conseguenza di una separazione. E succede a ogni pranzo o cena di famiglia, non solo a Natale. Anche quando si festeggiano altre ricorrenze fa male vedere quella sedia che un tempo era occupata e che ora non lo è più. (Continua dopo la foto)


Le reazioni degli adulti alla cosiddetta “sedia vuota” possono essere molteplici. Dipende dal carattere di ognuno di noi. Ci può essere chi, ad esempio, per far fronte alla tristezza di un lutto cerca conforto augurandosi che i giorni di festa passino il più velocemente possibile. Altri riescono a farsi forza e fingere di essere allegri per non rovinare l’atmosfera, ma dentro sentono una stretta al cuore che non molla mai la presa. (Continua dopo la foto)

Fa male, specie in un momento che dovrebbe essere di gioia e di condivisione, guardare quei posti vuoti. Ma, come detto, spesso i lutti non c’entrano. Pensate anche ai genitori separati che non hanno modo di trascorrere proprio tutte quelle giornate coi propri figli. A proposito di figli: chi risentirà di meno, o per niente, di questo velo di tristezza e solitudine generato dalle seggiole vuote sono proprio i più piccoli. (Continua dopo la foto)

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Per i bambini la magia del Natale e delle feste è così intensa da riuscire a distogliere la loro attenzione dal dramma delle sedie vuote che invece vivono gli adulti. Sono così e hanno anche l’incredibile dono di trasformare con un loro sorriso la malinconia dei grandi in gioia. Rappresentano il futuro, la vita ed è riflettendo proprio su questo e sul loro atteggiamento spontaneo e naturale di vivere tutto con entusiasmo che i grandi possono trovare consolazione.

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Pubblicato il alle ore 19:16